Le sezioni della mostra

Le stanze del museo rappresentano in questa mostra momenti significativi nel cammino della conoscenza scientifica. Non solo quella dovuta ad Einstein. Il suo genio di certo ha segnato per sempre l’evoluzione del sapere e della comprensione dell’universo. Ma non si devono scordare i contributi di decine di altri studiosi, scienziati, inventori ed appassionati  cultori che hanno convissuto questi periodi di dubbi, domande, ipotesi e teorie.
La mostra inizia nel cortile interno del museo, dove si gioca con la relatività dei fenomeni fisici. Si parla della relatività di Galileo, il primo a comprendere che una palla vola e ritorna al suolo indifferente del movimento di chi la abbia lanciata in aria, purché il moto sia regolare, uniforme. Anche se non è proprio sempre così: la luce si manifesta, sempre nel cortile, nella sua imprevedibile, magica ambiguità nel tunnel che trascina nella stanza dell’infanzia di Einstein. In un certo senso, l’infanzia (anche se non immatura) della scienza che, alla fine del secolo XIX, temeva di avere compreso tutto l’universo, di aver descritto i principi fondamentali di ogni accadimento della meccanica (trottole e pianeti) e della termodinamica (gas, fluidi, calore, macchine). Un’infanzia nella quale Einstein si scopre stupefatto della ricchezza e dell’apparente semplicità della natura e delle sue manifestazioni sperimentali. Lo stupore permane o, meglio, cresce a dismisura nella stanza dedicata al comportamento della luce e delle onde. Luce e visione, colori, illusioni, miraggi, domande che sorgono spontanee. Cos’è la luce? Perché si comporta in questo modo? L’accostare i moti oscillanti della superficie dell’acqua con i raggi luminosi è una conquista ardita dell’intelletto che acquista riscontro anche teorico e formale nella stanza dedicata ai fenomeni dell’elettromagnetismo. La luce è un’onda elettromagnetica, frase che sintetizza incredibilmente complessi ragionamenti che servono anche a spiegare la natura ed il comportamento di correnti elettriche e campi magnetici indissolubilmente mescolati e vibranti. Bobine e calamite, anni luce lontani dall’etereo viaggiare dei raggi luminosi, si rivelano invece protagonisti assoluti nel giallo della descrizione di questi fenomeni. Il colpo di scena c’è, ad ogni modo: in quegli anni vi sono fenomeni che non si possono giustificare affidandosi ad un modello di luce elettromagnetica. C’è bisogno di una serie di nuove teorie fisiche, che conducono, oltre ad una visione “granulare” della luce, anche a nuovi scenari del mondo ultra-microscopico, quello affrontato nella stanza degli atomi e delle molecole. Oggetti sfuggenti, tanto sono minuscoli, ma noti ormai con precisione e dettaglio così elevato da essere riusciti a domarli ed a porli al servizio delle nostre tecnologie informatiche, telematiche, della diagnostica, della caratterizzazione dei materiali, delle comunicazioni. Un mondo in cui tutto viaggia velocemente. Le velocità che sono proprie della propagazione della luce e dunque, in una sorta di ritorno alle origini del percorso, ci si affaccia alla stanza dedicata alla relatività ed allo spazio-tempo: la stanza di Einstein per antonomasia, dove gli orologi rallentano e lo spazio si dilata. Dove l’energia è massa e viceversa, e lo spazio-tempo si incurva in presenza di accelerazioni o della gravità, che risultano equivalenti nei loro effetti. Si esce forse stanchi e frastornati da un così imponente flusso di idee. Sono solo astruse teorie? No, come già accennato poco sopra: ma per togliere ogni dubbio, la mostra può proseguire con una volata finale nel mondo della ricerca attuale svolta presso il Dipartimento di Fisica di Trento. Una esposizione di poster che illustrano le attività tecnologiche e sperimentali che, in un modo o nell’altro, affondano le proprie radici nel pensiero di Einstein e di chi lo ha affiancato in questa mirabile avventura del pensiero umano.

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L’itinerario della mostra è costruito sulla base di citazioni autobiografiche di Einstein dalle quali è possibile intuire le fasi più importanti del percorso intellettuale dello scienziato. Le aree tematiche della mostra sono quindi ispirate alle parole di Einstein che condurrà idealmente il visitatore in un affascinante viaggio attraverso la scienza.