l'immagine rappresenta il cortile interno del Museo
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MOSTRA TEMPORANEA

LE ALPI IN GIARDINO

Progetti per il giardino botanico alpino Viotte di Monte Bondone
2 - 30 dicembre 2009
Biblioteca del Museo Tridentino di Scienze Naturali
Trento, via Calepina 10

 



La mostra presenta i progetti elaborati nel workshop di progettazione che si è tenuto dal 5 al 12 luglio 2009 e nei successivi incontri di approfondimento, sotto la guida di due prestigiosi docenti di architettura del paesaggio, lo svizzero Paolo L. Bürgi e la catalana Imma Jansana con i docenti tutor archh. Francesca Benati e Giovanna Salgarello.

Il workshop, nato dalla collaborazione tra il Museo Tridentino di Scienze Naturali e le Università IUAV di Venezia (Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione Architettonica) e Università degli Studi di Trento (Facoltà di Ingegneria, Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura), coordinate rispettivamente dai proff. Renato Bocchi e Claudio Lamanna, si è proposto di elaborare delle idee per un intervento di riordino del giardino botanico alpino delle Viotte del monte Bondone e di sviluppare linee guida di arricchimento della sua offerta.

Ad un primo sguardo si nota come i successivi ampliamenti subiti dal giardino botanico rispetto ad un nucleo originario abbiano delineato la mancanza di un impianto unitario architettonico e paesaggistico e come risulti quindi evidente la necessità di una infrastruttura, che coinvolga tutti gli elementi che si sono stratificati nella storia del giardino e li faccia interagire tra loro e col visitatore secondo un filo conduttore che valorizzi opportunamente anche il contesto paesaggistico in cui il giardino si colloca.
Entrambi i progetti presentati si propongono quindi di riorganizzare il giardino attraverso un percorso, l’infrastruttura principale, che leghi insieme gli spazi storici e di nuova realizzazione, e tramite l’introduzione di ambiti vegetazionali ed emozionali diversi.
La sintesi compositiva ha portato a due diversi approcci progettuali definiti dagli slogan di progetto:
§ patch-scape, il Giardino Botanico Alpino Viotte con particolare riferimento alla componente arborea per l’Università IUAV di Venezia (Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione Architettonica)
§ dal Macro al Micro: un nuovo percorso per il Giardino Botanico Alpino Viotte di Monte Bondone per l’Università degli Studi di Trento (Facoltà di Ingegneria, Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura)

patch-scape | IUAV

Il progetto prevede di riordinare il nuovo giardino secondo patches, ambiti tematici di vegetazione a macchie prendendo a prestito gli ambiti già esistenti e prevedendone di nuovi. Attraverso queste patches il percorso prende forma e si delinea come principio ordinatore del giardino, da questo si dipartono percorsi secondari che garantiscono l’accessibilità al giardino anche alle persone disabili e tappa finale del percorso è il giardino storico, considerato il cuore dell’intera attrazione.
In ogni singola patch il visitatore ha la possibilità di interagire con la natura in molteplici modi, per poterne comprendere aspetti diversi: si attraversano le zone umide della torbiera su passerelle o si costeggiano patches di alberi ad alto fusto, si percorrono camminamenti in trincea che ci avvicinano alle aree fiorite specifiche. Il risultato è un’osservazione più attenta ma soprattutto una maggiore interazione per poter coinvolgere maggiormente anche chi cerca oltre all’aspetto naturalistico anche quello emozionale.

dal Macro al Micro | UniTN
La progettazione è basata sulla sistemazione di alcune viste strategiche che diano respiro all’area attraverso interventi di abbattimento di alcune siepi di abete rosso e di altra piantumazione; si ottiene così un’immediata riconoscibilità del giardino dall’esterno e si libera quella continuità effettiva ma negata con l’ambiente circostante, facendola diventare anche visiva.
Il progetto si compone di un nuovo sistema d’accesso e di un nuovo percorso, di due chilometri e mezzo di lunghezza, che accompagna il visitatore attraverso il prato, gli arboreti ed infine le roccere, quasi a prepararlo all’esperienza ultima, più minuta, del giardino storico. Il nuovo approccio ribalta l’impostazione esistente dove alle roccere storiche, e quindi al fiore, segue una dislocazione disordinata di boschi e prato.
Dal macro alla microscala quindi e tutto ciò che accade nel mezzo diventa la nuova immagine dell'orto botanico delle Viotte.

 

 

Orario: 8.30-12.30 14-.1800
Ingresso gratuito
Allestimento, grafica e comunicazione a cura di
Giovanna Salgarello con Alessandra Endrici e Serena Negrente