
La visione del nuovo museo, vale a dire l’idea forte che indirizzerà la realizzazione e la sua prima fase di attività, è così riassumibile:
Il Muse - Museo delle Scienze del Trentino ha lo scopo di creare un centro di interpretazione culturale al servizio della società e nella prospettiva della sostenibilità, dedicato alla natura e al paesaggio montano, alla scienza e all’innovazione.
Questi obiettivi generali si declinano nei seguenti valori:
a) la cultura della conservazione della natura, intesa nei termini di condivisione di un compito etico di valenza planetaria, di un complemento della qualità della vita dei residenti e di attrattiva per i visitatori turistici, una componente alla base di una qualsivoglia strategia di sviluppo sostenibile.
b) La cultura della scienza e dell’innovazione, intesa nei termini di riconoscere ad essa un fattore di sviluppo culturale, professionale e sociale dell’individuo, un ingrediente indispensabile per coniugare e alimentare creatività, potenzialità e capacità non eludibile nei processi di sviluppo territoriale.
Il Piano culturale ha pertanto individuato due elementi fondanti l’idea stessa del museo: la natura, con particolare riguardo al contesto alpino locale; il rapporto tra scienza & società inteso nel portato globalizzante. Per il tramite degli apparati interpretativi del museo, l’obiettivo strategico è quello di suscitare nel visitatore l’esigenza di trovare nell’ambito dei propri riferimenti la risoluzione di un rapporto virtuoso tra questi fattori i quali, troppo spesso, sono presentati o sono percepiti in contrapposizione l’uno contro l’altro. In termini di sfondo epistemologico e di metodo, il rapporto tra Natura e Scienza andrà a privilegiare le componenti relative alla osservazione misurazione rappresentazione, quello tra Natura e Società sarà ispirato ai temi dello sviluppo sostenibile, quello tra Scienza e Società ai principi di governance e di partecipazione. Al centro di tutta l’operazione di concettualizzazione del museo e della sua trasposizione in macchina comunicativa vi sarà ovviamente il visitatore che in questo ambito potrà giocare, apprendere, riflettere.
Le scene narrative seguiranno un percorso d’acqua quale metafora del gradiente topografico dalle vette al fondovalle. In termini disciplinari il museo sarà bipartito, pur con amplissimi margini di interazione e trasversalità, in due percorsi narrativi.
Il primo, legato eminentemente al mondo organico, tratterà della biodiversità e degli ecosistemi (quale valore locale) portando l’attenzione in maniera più generale ai concetti di evoluzione e delle sue implicazioni anche in termini di genetica (di popolazioni, di teoria evoluzionistica, di etica). Il secondo, legato eminentemente al mondo inorganico, tratterà di scienze ambientali nel senso delle scienze del clima, del global change, di energia (energie alternative, risparmio energetico, …), trovando quindi chiare interconnessioni funzionali e di senso con il primo nell’affrontare i temi della sostenibilità di ecosistemi, di impronta ecologica e di landscape ecology. La fisica e la matematica saranno presenti pervasivamente in tutti i percorsi tematici andando a costituire, soprattutto mediante installazioni interattive, lo strumento di osservazione e misura per argomentare su principi e teorie.